data presunta

un anno fa aspettavo questa data con l’impazienza del Natale, dicevo. 

il 5 aprile. tanto che per qualche tempo quando mi chiedevano in che giorno fosse nata Neve, quel 5 sostituiva l’8.

fra pochi giorni Neve festeggerà il suo primo giro intorno al sole. sarà il giorno di Pasqua e l’indomani faremo un picnic con i nostri amici per celebrare questo primo compleanno. non paghi di ciò, il sabato successivo ci sarà il suo battesimo. perché una (o due) feste non ci bastavano.

ieri siamo stati dalla pediatra per il tagliando e la piccola può mangiare finalmente tutto quello che mangiamo noi, tranne fragole, crostacei e cioccolata. poco male, i menù di san valentino male di addicono a una gnometta di 74cm per 7,650kg. è molto sotto il peso standard, ma è cresciuta in altezza quindi va tutto bene. al momento di salutarci, la pediatra ha commentato: “E’ diventata grande!”.

quant’è vero.

11 mesi e 1 giorno

Neve ha festeggiato i suoi 11 mesi nel giorno della festa della donna, ricevendo le sue mimose (e io le mie, e quest’anno le volevo davvero, sentendomi anche scema).

il prossimo traguardo è l’anno tondo tondo, e non sembra possibile.

aggiungo all’elenco di qualche giorno fa due nuova competenze nanesche:

se chiedo a Neve dov’è il tetto, lei lo indica;

al mattino la metto in piedi nel suo lettino accanto al nostro, le chiedo di aiutarmi a rifare il letto e lei stende le lenzuola con le manine;

si spazzola i capelli e se glielo chiedo li spazzola anche a me;

a volte si mette un dito nel naso, a volte due, ma sa che non deve farlo quindi mi guarda e ride, poi scuote la testa e dice “gnognognognognogno”. però non le leva.

ossignore.

tempus fugit

Dicevano che mi sarebbe volato. E’ così.

Neve è una persona piccola e perfetta.

è educata e saluta con la mano se le si dice “ciao” o “arriBederci”.

balla se glielo si chiede. in realtà anche se non glielo si chiede. se c’è musica, lei balla.

spalanca la bocca e dice “aaaaa” se si nomina la pappa.

viene se la si chiama.

accarezza la guancia e dice “caaaaara” a chi le sta simpatico.

dà il baciomamma e il baciobabbo.

cammina se sorretta.

finge di dare un oggetto per poi riprenderselo all’ultimo momento e riderti in faccia (non so se sia un bene, per ora diciamo che ha senso dell’umorismo e non si fa fregare. più avanti si vedrà)

accarezza gatto (e a volte lo chiama “gatto”).

se la inseguo ride.

 

è un elenco di azioni, ma non sono queste a renderla la personcina che è.

è sempre più indipendente e sempre più parte di me, di noi.

e sempre più impegnativa. il tempo vola perché felice, ma anche perché è pieno e a volte faticoso. 

a volte lei urla mentre le preparo la pappa, o urla mentre la cambio, o urla mentre gioca. urla. e per quanto ami la sua voce (che quando è bassa e piccola mi scioglie il cuore) a volte vorrei dei tappi per le orecchie.

poi passa. e ogni volta mi chiedo come possa essermi sembrato tanto terribile. fino alla volta successiva. un po’ come i risvegli notturni. 4 o 5 a notte. a volte basta tenerle una mano sulla schiena o accanto al viso per farla riaddormentare, altre passa un’ora senza che nulla funzioni. e al mattino, quando si sveglia e mi fa “caaaaara” penso: “dai, stanotte è andata abbastanza bene”.

 

mi frega. sempre.

cose che contano

sei anni.

era mercoledì, come ieri. giovedì come oggi. e c’era sciopero dei treni venerdì, come domani. e poi ci siamo svegliati insieme di domenica, come sarà domenica.

un sacco di cose in comune. 4860. se ne sono sommate altre, così abbiamo perso il conto. e ce n’è una, in particolare, che da ieri sa battere le mani.

ti guardo, sei come sei anni fa. io no, ma tu sì.

ti guardo, e ti amo più di sei anni fa. (che pure si stava un pezzo avanti).

ti conosco da 2191 giorni e ti amo da 2190. solo che non lo sapevi. (e invece sì).

questo è quasi tutto

di quella notte poco complicata
di quella notte senza vestiti
di quella notte dentro casa tua

e adesso lo sai (cit.)

(e mentre scrivo con Neve in braccio, lei brontola e fa ciao al monitor. che vuol dire

ArriBederci)

il primo Natale con Neve. ieri Simo ha ricevuto un regalo (con una certa dose di incredulità): Neve ha detto Babbbbbo.

ci sono molte altre novità. sa mettersi a sedere da sola. sa reggersi in piedi da sola, tenendosi a un appoggio. mettersi in piedi da sola reggendosi alle sponde del lettino. e ci dorme, nel lettino (a malincuore domani smonteremo la culla fioccosa). si arrampica, gioca, ride. gattona. e sguazza in piscina come un pesciolino.

sta crescendo con una velocità che non avrei mai immaginato. ed è felice.

e siamo felici.

e lo è stato anche il primo Natale di Neve.

let it snow

fa freddo, piove, forse nevica.

un natale così non l’avrei nemmeno sognato.

fra un’ora cominceranno ad arrivare i nonni per questo Natale a sette, e con i nonni trentini recupereremo dopo il 27. Neve è felice, come se già sapesse cosa l’aspetta stasera, o forse sente la nostra felicità. o forse noi sentiamo la sua.

ad ogni modo, siamo tutti felici. anche le gatte.

un cumulo di regali sotto l’albero, e chissà quanti altri ne arriveranno. la casa profuma di pulito e di brodo per i canederli, e nel pomeriggio una miscela di genmaicha e gelsomino ci ha ristorati dalle fatiche dei preparativi mentre Neve per la prima volta esplorava il pavimento della cucina, rigorosamente fuori dal tappeto. il suo più grande regalo per Natale è stato la libertà.

(solo perché non ha ancora scartato gli altri).

una casa piena d’amore. è il regalo che ho sempre desiderato.

ora non so più cosa chiedere.

Buon Natale.

casa di bambola

ora Neve ha una cameretta degna di questo nome. a metà novembre i nonni trentini con zio materno al seguito si sono stabiliti qui per mezza settimana, in cui hanno fatto il miracolo: spostato armadi, bonificato angoli remoti di questa casa, ritinteggiato; un'opera epocale. dopo il turbinio operoso che si sono lasciati alle spalle ripartendo per i monti, io e Simo abbiamo cominciato la parte seconda: rendere quello spazio (avevamo spazio in casa e non lo sapevamo!) un luogo piacevole per una nana. essere nana fa parte del mio curriculum vitae e mi ricordo abbastanza come fosse. in questi mesi abbiamo approfondito a sfinimento il progetto cameretta (organizzazione mobili, mood, colori, materiali) così nell'ultima settimana l'abbiamo messo in opera.
Neve ha una cameretta a strisce verticali rosa e gialle a mezza altezza, trapunte e tessuti nel mood vagamente casa di bambola, non troppo lezioso ma delicato, accogliente, sereno, semplice, chiaro, luminoso. dormirà nel lettino che fu mio, comprato dalla mia nonna paterna. tutto è a misura di Nani, nessun oggetto pericoloso, le finestre sono alte (a circa 2 metri da terra) quindi decisamente fuori portata. sopra le strisce rosa e bianche ci sarà una fascia di legno bianca a corrrere per tutta la lunghezza delle pareti per poterci attaccare i suoi disegni. il pavimento è completamente libero, per poterci giocare. metteremo un tappeto, prima di gommapiuma (finché saremo in fase di gattonamento-primi passi-capitomboli-strilli&urli), poi passeremo a qualcosa di più tradizionale.

adoro il risultato. è la mia stanza preferita di tutta casa (anche se abbiamo per l'occasione risistemato ogni ambiente, spostato mobili, grandi manovre). non vedo l'ora di appendere i quadri e considerarla finita.
a ben guardare, con la chiusura dei lavori finirà anche la fantomatica preparazione del nido, quella che prende le donne in gravidanza con l'avvicinarsi del parto. ecco, in questo caso è durata circa quindici mesi.

7 mesi

la mia bambina, la nostra bambina, ha i colori dell'autunno.
ha i capelli color del rame e gli occhi color di foglia, la pelle chiara dei mattini di novembre. e del mattino ha il profumo pulito, le guance rosa dei pomeriggi in cui il tramonto è impaziente. e del pomeriggio ha le mani fresche e la voce schietta come è schietto il vino novello. la nostra bambina è calda come le coperte, come le caldarroste, e ride risa d'argento. 
la nostra bambina si chiama Neve ma l'inverno non l'ha mai visto. è nata col sole e vibra di colori caldi.
la nostra Neve scalda il cuore.

babybuilding

nella mia testa ci sono tante bambine. c'è Neve a pochi giorni, minuscola e bellissima, liscia da non sentirla sotto le dita. una bambina tutta nuova in un mondo sconosciuto, con un bisogno estremo di sicurezza e calore. 
c'è Neve e le sue prime consapevolezze, gli occhi più aperti, blu, e l'espressione seria.
c'è Neve che impara a sorridere a un mese di vita, che chiacchiera sul fasciatoio, il viso a melina, ancora così minuscola e morbida, ma già con un suo carattere forte.
c'è Neve a due mesi, bella, bella che è dir poco, sempre più chiacchierina, la testa sempre più ritta.
c'è Neve che poi impara a giocare, la prima volta che afferra un oggetto, che per ridere grida.
c'è Neve a quattro mesi che quasi sta seduta e sembra ormai una bimba grande, col costumino da bagno in spiaggia, Neve che sorretta cammina sul tavolo.
c'è Neve a cinque mesi che assaggia la prima pera, che fa l'aerosol per la bronchiolite (che paura!), che ride, ride e ride, ride e sorride. Neve che a una settimana dai sei mesi sta seduta da sola, prima per qualche istante, poi sempre più a lungo.
c'è Neve. che ora dorme sul letto con una copertina perché ormai è ottobre e fa freddino (finalmente). Neve che è una personcina meravigliosa. che mi rende felice e orgogliosa. Neve che sembra sapere già tutto. che ora sta a sedere da sola e domenica 9 ha giocato con una bimba di dieci mesi al compleanno di Aurora che festeggiava tre anni. 
ricordo Neve e nella mia testa sono tante bambine ed è sempre lei, con lo stesso sguardo indagatore e un po' strafottente (e so già che fra qualche anno mi farà impazzire), ma dolce da perderci il senno.

Neve ha sei mesi. metà anno, non potrebbe essere più bella, più perfetta. ripenso a Neve, e mi rendo conto che invece sarà così.

quando torni sul vecchio blog?

me l'ha domandato Simo tempo fa.
io ci posso pure tornare, nel vecchio blog. non ho niente contro di lui, anzi, continuo a volergli bene. ma è difficile tornare qua senza parlare di Lei. e di Lei, solitamente, parlo di .
rischio di avere dei blog doppioni.
non mi va però di lasciare a metà questo blog come ho sempre fatto con tutti i miei quaderni, quindi lascio un'impronta.

in questo periodo (scrivevo ieri a un mio amico) sono un mammifero rintanato nel suo posto sicuro per prendersi cura del cucciolo. ho più cose in comune con le mie gatte che con molte persone.
tornerò normale, prima o poi.
per ora la mia testa gira su un pensiero fisso e le mie mani corrono verso braccia molto piccole.
circondate da braccia più grandi (che a volte devo spostare da sotto il cuscino perché sennò russano. e le braccia in questione sanno a cosa mi riferisco).

sto bene.
tutto è prezioso nella mia vita, adesso. il sonno. il cibo. i sorrisi. il tempo. i baci. il silenzio. il rumore. la penombra. la luce.

la neve.